Lunedì 16 marzo: si comincia!

Giovedì scorso, al mio solito caffè delle 14 ho aggiunto un biscotto. Perché? Come ogni giorno ormai, prendo il caffè in un gruppo Facebook, insieme alle persone che fanno parte del mio Luisa’s Happiness Café, ed ho festeggiato il live numero 50!

Questo appuntamento quotidiano è nato in una situazione di emergenza con l’obiettivo di portare serenità e sorriso in un momento in cui la paura la faceva da padrona. Non c’era un progetto dietro, ma solo la spinta a portare a più persone possibile quello che so fare: aiutare le persone a raggungere la felicità. E proprio nei primi giorni del lockdown, quando il Paese, il mondo si è fermato, senza che nessuno potesse immaginare per quanto tempo e come ne saremmo usciti, portare una scintilla di luce, un momento conviviale di distrazione e discussione è la motivazione che mi ha guidato.

E’ stato così che lunedì 16 marzo, ho preparato le mia tazzina di caffè, mi sono sistemata davanti al mio computer, e quando la lucina della telecamera si è accesa ho iniziato a parlare. Non sapevo neanche chi ci sarebbe stato dall’altra parte, forse volti amici, forse sconosciuti… 3,2,1 via! Ed ho pronunciato la frase iniziale che adesso è diventata quasi un rito:

“Benvenuti nel mio Happiness Cafè, un luogo virtuale dove incontrarci ogni giorno alle 2 per parlare di felicità, sono Luisa Tuzza, sono una Happiness Catalyst, aiuto persone ed organizzazioni a raggiungere la Felicità attraverso l’espressione del proprio talento e della propria unicità”

Giovedì 21 maggio: siamo al numero 50!

Oggi siamo nell’undicesima settimana e in questi mesi il Luisa’s Happiness Café si è evoluto giorno per giorno, un progetto che si è costruito strada facendo. Abbiamo affrontato cinquanta temi diversi. Alcuni pianificati e preparati con anticipo, altri improvvisati, perché una voce dentro di me diceva che per quel giorno era il caso di lasciare da parte quanto pronto e improvvisare un altro argomento che stava richiamando con forza la mia attenzione. Cinquanta scalette e un enorme quantità di appunti preparati e mai rispettati, perché quando si accende la lucina bianca accanto alla videocamera… emergono altri pensieri, altre riflessioni, che “a tavolino” non si erano manifestate.

Poi sono arrivare le interviste, ad oggi 10 incredibili professionisti che hanno condiviso i loro strumenti per la felicità, ognuno di loro si è raccontato ed ha lasciato una traccia, oltre a consigli, esercizi e suggerimenti, pronti da essere messi in pratica. Ed infile la rubrica dedicata a “I miei libri” nata su sollecitazione di coloro che mi seguono e mi chiedono consigli di lettura

Insomma, una routine che si è costruita giorno per giorno, fra tool da imparare a gestire, Facebook che quasi quotidianamente modificava l’interfaccia per andare live, e la mia sicurezza che è cresciuta, consentendomi di apportare miglioramenti e persino avviare un canale YouTube… a proposito, iscriviti qui! Intanto il mondo è cambiato e noi siamo cambiati con il mondo, ma su questo non mi dilungo perché ne abbiamo parlato tanto.

Adesso è il momento di iniziare a guardare il futuro per capire che forma potrà prendere questo progetto, da giugno ci sarà una nuova evoluzione, nuovi cambiamenti. Ho diverse idee e sono curiosa di vedere che forma prenderà e se vuoi farne iscriviti gratuitamente qui. Quel che è certo, è che ho imparato tantissimo.

Le 10 cose più importanti che ho imparato!

1. Per me è più facile parlare in video che scrivere

2. Ci sono un sacco di tools molto utili, ma da soli non si può fare tutto

3. Nei momenti complicati, avere uno scopo è come avere una fiamma accesa che fa da luce guida e non ci permette di smarrire la via

4. Si può essere vicini, anche senza conoscersi

5. Raccontare la propria esperienza, come si vive o si è vissuto una situazione, è più efficace che illustrare la teoria un libro

6. Non bisogna aver timore di chiedere, ogni persona alla quale ho chiesto di intervenire, lo ha fatto con gioia

7. Alcune volte mollare lo schema e ascoltare l’intuito è la cosa giusta da fare

8. Non è necessario essere perfetti per arrivare alle persone

9. Se si sbaglia, riderci su aiuta a non essere presi dal panico, e nessuno ha il fucile spianato pronto a colpirti

10. Mostrare la propria fragilità non rende deboli, anzi!

Fra i temi non ancora affrontati, ce n’è uno che è di fondamentale importanza per essere felici: la gratitudine. Esiste una pratica che si chiama le 3 cose belle per cui essere grati, queste le 3 cose per cui sono grata al Luisa’s Happiness e di essere arrivata al numero Café 50:

1. Per avermi aiutata ad essere focalizzata sulla felicità, ad alzarmi, vestirmi e truccarmi ogni mattina per una ragione, mentre intorno a me, a Milano, l’unica cosa che arrivava dall’esterno erano le sirene delle ambulanze, incessanti, 24 ore al giorno.

2. Per le oltre 200 persone che si sono unite in questo appuntamento quotidiano e non mi hanno mai fatto sentire sola, nonostante lo sia stata in tutto questo periodo

3. Per avermi permesso, finalmente, di esprimermi liberamente, di liberarmi delle mie maschere, mostrando la mia perfetta imperfezione

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