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Nell’ultimo sabato pomeriggio di luglio, con un cielo che minaccia ancora una volta tempesta, sono seduta sul mio balconcino con vista sui tetti di Milano a scrivere queste righe, prima di dare ufficialmente il via alla vacanze estive. Sono arrivata “lunga” come si dice nel gergo motoristico a me caro, significa aver frenato troppo tardi, e – nella migliore delle ipotesi – non essere sulla traiettoria ideale per affrontare la curva oppure – nella peggiore – ritrovarsi fuori strada. A me è andata bene, devo solo reimpostare la traiettoria per curvare e finalmente godere del meritato riposo dopo mesi davvero intensi. Ma quante volte ci capita di arrivare così stanchi da finire “fuori strada”?

A me a volte è capitato, e altre volte ho avuto la fortuna di accorgermene un attimo prima che fosse troppo tardi, ed aver salvato la situazione in extremis. Per questo le vacanze sono indispensabili momenti che ci consentono di ricaricare le batterie e ripartire, rigenerati, verso la propria meta. Anche nello sport esiste il defaticamento, quella leggera attività, che aiuta portare il corpo in uno stato di riposo attivandone il processo di recupero e di rigenerazione dopo uno sforzo importante. Chissà perché nella vita lavorativa, questo processo è raramente preso in considerazione, con il risultato di sempre più frequenti “burnout” e costi sempre più altri a causa dello stress da lavoro correlato.

Già in questo articolo avevamo parlato dell’importanza di dedicare un po’ del nostro tempo lavorativo a fare attività nuove per trarne ispirazione. Con la fine di luglio, per la maggior parte di noi è arrivato il tempo delle tanto desiderate vacanze… ma lo sono davvero? In molti casi i ritmi non sono diversi da quelli lavorativi: tour de force autoimposti dove è fondamentare fare tutto ciò che si è lasciato indietro durante l’inverno, il tutto programmando ogni singolo momento per noi e per la nostra famiglia. Ma funziona davvero? Ho spesso sentito dire ad amici e colleghi al rientro di essere stanchi per tutto ciò che avevano fatto e di aver bisogno delle vacanze per riprendersi dalle vacanze!

Ovviamente non c’è nulla di male nel programmare, nel voler fare più attività fisica e nel volersi divertire, ma cosa succederebbe se provassimo a farlo seguendo i nostri ritmi naturali e dedicando un po’ di attenzione a trovare o ritrovare il tempo per Sé? Osiamo prenderci dei momenti solo per noi, dedicati al nostro benessere: una passeggiata da soli, immergersi in un buon libro, ascoltare la musica che ci piace, un piccolo rituale di ben-essere, come quelli ad esempio consigliati dalla naturopata Deborah Pavanello, o semplicemente respirare consapevolmente per alcuni minuti, sono azioni ci aiutano a ritrovare il contatto con la nostra parte più intima, quella che – se ascoltata – ci racconta dove siamo, come stiamo e di cosa abbiamo davvero bisogno. Al rientro ne sentiremo un gran beneficio!

Nella mia valigia non mancano mai oltre ai libri ed alla musica, gli album da colorare e i colori. Amo immergermi nei colori ed esprimere le sensazioni e le emozioni del momento attraverso di essi. Se volete scoprire questo mondo, iniziate leggendo quest’articolo.  In ogni caso, l’invito è trovare quello che più si addice a Sé e al momento che stiamo vivendo.

Noi di Être ci prendiamo questo tempo e riprenderemo le attività a settembre. Se volete raccontarci la vostra pausa l’indirizzo email info@etre.one è a disposizione! Inoltre a questo link è possibile iscriversi alla nostra newsletter. Senza dimenticare i social, siamo presenti su linkedin, twitter e facebook.

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