A partire dal 2012, l’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite ha istituito la “Giornata Internazionale della Felicità”, che ogni anno si celebra il 20 marzo, a ridosso dell’avvio della primavera. La risoluzione stabilisce che la ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità, riconoscendo inoltre la necessità di un approccio più inclusivo, equo ed equilibrato alla crescita economica, che promuova lo sviluppo sostenibile, l’eradicazione della povertà, la felicità e il benessere di tutte le persone.
Il World Happiness Report, documento che “certifica” la felicità dei Paesi giunto alla settima edizione nel 2019, ha preso in esame libertà, aspettativa di vita in salute, reddito, fiducia, generosità e il sostegno sociale. In cima alla classifica troviamo come lo scorso anno Finlandia, Danimarca e Norvegia, Paesi nordici da sempre sinonimo di qualità della vita, benessere sociale ed economico, l’Italia è balzata dal 47esimo al 36esimo posto in classifica.

Numerosi studi dimostrano quanto un’organizzazione felice sia più efficace e produttiva. La Danimarca è la patria dello Hygge, uno stile di vita basato sulla rilassatezza e la positività, che può essere applicato anche al lavoro. In che modo? Secondo Marie Tourell Soderberg, autrice del bestseller Hygge: il metodo danese per vivere felici, per stare bene in ufficio è sufficiente adottare alcune piccole strategie e apportare sei piccoli cambiamenti:

  1. Personalizzare la propria scrivania facendola diventare più accogliente e famigliare.
  2. Sistemare dei fiori o una pianta in ufficio: un angolo verde aiuta la mente a staccare, gli occhi a riposare, la creatività a “esplodere”.
  3. Indossare le cuffie ed ascoltare suoni rilassanti o la musica preferita può aiutare a concentrarsi quando c’è troppo rumore ed è richiesta la massima attenzione.
  4. Non saltare la pausa pranzo: mangiare alla scrivania deve essere un’eccezione alla regola, infatti, crea stress e fa male sotto tutti i punti di vista, se proprio non si può uscire, è meglio alzarsi e cercare un posto piacevole in cui pranzare e approfittare di una pausa successiva per una breve passeggiata.
  5. Se c’è un divano o un’area informale, sfruttali: certe attività, come mandare email, possono essere svolte tranquillamente anche sul sofà, con la differenza di essere molto più comodi che sulla sedia.
  6. Stringere rapporti amichevoli con i colleghi: avere rapporti amichevoli coi colleghi rende l’ambiente e il clima lavorativo migliore e più sereno. Hygge è anche la sensazione che si prova nell’essere amati e ben visti. In questo modo, inoltre, si avranno validi alleati su cui contare nei momenti di difficoltà.

“La felicità, come l’infelicità, è una scelta proattiva” – Stephen Covey

Essere felici, quindi, implica anche agire per la felicità. E ciò è vero tanto nella vita privata quanto in quella professionale. Scegliere di agire per la felicità propria ed altrui si può fare partendo dai piccoli gesti: un sorriso ed un grazie all’addetto ad un servizio, un caffè portato al collega occupato che in quel momento non può concederesi una pausa, un bel “buongiorno” esclamato sorridendo quando si arriva al mattino sul posto di lavoro. Ed ancora festeggiare un collega che ha raggiunto un obiettivo, incoraggiare chi è in difficolta… Ognuno di questi gesti, ripetuti, innesca un circolo virtuoso, che può crescere esponenzialmente. Gesti che seminano un modo di agire differente e che germogliando portano trasformazione.

 

Essere felici è una scelta, da allenare ogni giorno, riconoscendo, apprezzando e godendo ciò che la vita ci offre.

 

 

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