Arrivati in questo periodo c’è sempre la voglia di guardarsi indietro ed osservare la strada percorsa nei 365 giorni che hanno composto il nostro anno. Lo facciamo guardando ai diversi aspetti della vita: la famiglia, le gioie e i momenti difficili vissuti, il lavoro con i suoi successi e le difficoltà, le relazioni, la salute, la forma fisica. Inevitabilmente questo si conclude in una serie di buoni propositi per il nuovo anno che inizierà. Buoni propositi che forse sono mantenuti fino al giorno dell’Epifania, forse…

Ma perchè non riusciamo a far durare a lungo le buone intenzioni?

Una delle cause potrebbe essere nel fatto che miriamo ad un ideale che difficilmente è realizzabile in breve tempo, che dunque diviene troppo impegnativo da raggiungere e, a poco a poco, diventa più un miraggio che una meta concreta. Abbiamo quindi pensato ad uno strumento che utilizziamo spesso sia in aula che nelle sessioni individuali che in quattro passaggi semplici e concreti, ci aiuta a fare il bilancio dell’anno che si sta concludendo e ad identificare le azioni che desideriamo mettere in pratica per il nuovo anno che arriva.

Siamo pronti a regalarci un BACIO?

Lo strumento che vi proponiamo si chiama K.I.S.S. (in italiano bacio) ma cosa si nasconde dietro questo acronimo?
K.I.S.S. è l’abbreviazione di quattro parole chiave: Keep, Improve, Start, Stop, che nella loro traduzione italiana significano Mantenere (o conservare), Migliorare, Iniziare e Fermare. Ognuno di questi termini porta con sé una domanda che può aiutarci in maniera rapida a fare il punto della situazione nella nostra attività, progetto, obiettivo o di tutte le problematiche che possiamo incontrare. E’ uno strumento molto efficace che, grazie all’aiuto di domande semplici, ci permette di stilare una lista di buone abitudini, dei suggerimenti di miglioramento, ed anche a mettere in luce azioni da iniziare o da fermare.

Come utilizzare il K.I.S.S. ?

Gli usi del processo K.I.S.S. possono essere multipli e di natura diversa. Noi lo utilizziamo nelle formazioni in aula tanto quanto nel coaching individuale o di gruppo, e può essere applicato a tematiche quali la leadership, la gestione delle risorse e il change management, tanto quanto nella gestione dei progetti e dei gruppi di lavoro, e molto altro ancora. Una volta appreso, ognuno può utilizzarlo con la propria modalità per le proprie attività, obiettivi, errori… Può essere ugualmente utilizzato per fare il punto della situazione del proprio team o come stato di avanzamento di un progetto. Questo metodo da l’occasione di fare un passo indietro dalle proprie attività e di esaminarle rapidamente da una prospettiva diversa e rifasarsi sull’obiettivo da raggiungere. In più, le domande sono orientate verso l’azione e permettono di identificare i cambiamenti da operare, dare impulso a nuovi slanci e dare energia alla squadra.
Il K.I.S.S., quindi, si rivela essere uno strumento semplice e potente per effettuare regolarmente delle diagnosi e di rimetterci in discussione. E non dimentichiamo che se siamo capaci di identificare e mettere in pratica con le nostre sole forze i cambiamenti necessari nelle nostre attività, avremo una marcia in più verso la realizzazione dei nostri obiettivi.

Quale momento migliore allora per utilizzarlo, se non in questi giorni dell’anno per identificare e definire il nostro progetto personale per l’anno che sta per iniziare? Procuriamoci carta e penna, facciamo uno schema, come nel nostro esempio qui sotto, riflettiamo e poniamoci delle domande per ciascuno degli elementi. Ne proponiamo alcune, che naturalmente non sono esaustive, ma solo una traccia per iniziare.

Allora, quali sono le domande da porsi?

KEEP – Mantenere: cosa faccio per realizzare i miei obiettivi e cosa devo mantenere di ciò che faccio?  Cosa mi fa stare bene? Quali persone, attività, luoghi, situazioni mi nutrono? Questa prima tappa consente di fare una lista delle buone abitudini e di ciò che porta beneficio e fornisce l’occasione di riconoscere e valorizzare i risultati.

IMPROVE – Migliorare: Cosa faccio già che potrebbe essere migliorato per rendere le mie azioni più efficaci? Cosa potrei incrementare per migliorare il mio livello di benessere? Come posso modificare una situazione perchè possa sentirmi maggiormente a mio agio? Questa seconda tappa consente di fare un programma di come migliorare cose già presenti nella propria vita.

START – Iniziare: Cosa non sto facendo e dovrei iniziare a fare per realizzare i miei obiettivi? Qual è il primo passo da fare per andare incontro ai miei desideri? Cosa posso aggiungere alla mia vita? Cosa posso iniziare a fare che porti benessere nelle mie relazioni? Come posso iniziare a fare per prendermi cura della mia salute? Questa terza parte ci consente di concentrarci su ciò che si vuole far entrare di nuovo nella propria vita.

STOP – Fermare: Cosa ho bisogno di fermare, sia perché non è più efficace, sia perché non è più adatto alla situazione? Quali situazioni ho bisogno di lasciare andare? Quali oggetti non mi sono più utili? Quali abitudini sono tossiche per me? Quest’ultima parte ci aiuta a comprendere cosa è diventato di troppo e può diventare una zavorra che non ci consente di andare avanti nella propria vita.

Al termine del processo, facciamo una lista di priorità e concentriamoci solo sulle prime per ogni elemento. Meglio poche cose su cui focalizzarci e che possiamo realizzare, che una lista infinita di vorrei… ma non ce la faccio. Una volta realizzata un’azione, concediamoci di festeggiare il risultato e passiamo alla prima azione della lista rimasta esclusa dalla prima scelta, e così via.

Allora, pronti a darvi un BACIO?

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