Oggi si festeggia la Festa del Lavoro, una celebrazione che ha radici lontane nel tempo, il cui tema è di grande attualità e al centro delle discussioni politiche e sociali. Per noi questa giornata festiva vuole essere l’occasione per una riflessione sul posto che il lavoro occupa nella vita oggi. In termini di tempo il 30% della nostra vita attiva la impieghiamo lavorando, sono infatti 1.752 le ore che ogni anno trascorriamo a lavoro. Per molti oggi questi numeri sono ancora più alti visto che in moltissime professioni, spesso non esiste più separazione tra il tempo di lavoro e il tempo privato. La tecnologia infatti, se da un lato crea l’opportunità di non essere più necessariamente legati ad un luogo specifico per compiere la propria attività, dall’altro mantiene costantemente connessi, generando la convinzione di dover essere sempre disponibili. I sondaggi di Gallup ci dicono che a livello mondiale l’87% dei lavoratori è demotivato, tra i fattori principali di questo risultato sono il non sentirsi apprezzati, la pressione sui risultati e le richieste di extra performance, la riduzione delle risorse che comportano più tempo e più impegno. Il malcontento diffuso verso il lavoro è causa della percezione che il tempo dedicato al lavoro sia un tempo di non-vita. Parlare di felicità al lavoro, al di là delle mode organizzative, comporta un cambiamento culturale non semplice, né immediato. Le ricerche condotte negli ultimi dieci anni testimoniano che la felicità porta frutto e migliora tutti i risultati di business: +44% retention (Gallup); +37% vendite (Seligman); +300% innovazione (HBR); +31% produttività (Shawn Achor); -125% burnout (HBR); -66% assenteismo per malattia (Forbes); -55% turnover (Gallup). Sono le neuroscienze a dare fondamento all’argomento: un cervello in uno stato positivo, per effetto delle sostanze che produce come la dopamina e le endorfine, apprende più velocemente, è più creativo e intelligente. Porre la felicità alla base delle scelte è quindi la modalità più innovativa e sensata per costruire benessere e far diventare il lavoro un tempo di vita costruttivo e di sviluppo personale, e le organizzazioni luoghi dove le persone stanno bene.

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